
"Esiste un problema relativo alla riservatezza dei membri del Csm, ma e’ evidente che c’e’ un problema ben piu’ rilevante che attiene alla condotta sostanziale dei componenti del Consiglio superiore della magistratura. Quando si afferma che ’un Csm come lo descrivono la Costituzione e la migliore dottrina puo’ dare fastidio", e che le critiche piovute in questi giorni sono da attribuirsi a "chi non vorrebbe un Csm autonomo, non collegato a maggioranze politiche", si da’ ad intendere invece che l’unico problema sono le fughe di notizie, e non i gravissimi sconfinamenti di cui fino ad oggi i relatori della bozza di parere sul decreto sicurezza si sono resi protagonisti.
Sarebbe stato meglio se qualcuno avesse ricordato ai membri del Csm che l’organo di autogoverno della magistratura non detiene ne’ il potere legislativo ne’ la responsabilita’ del controllo costituzionale delle leggi.
Quanto alla rivendicata facolta’ di formulare pareri al ministro della Giustizia che il ministro della Giustizia non ha chiesto, dispiace dover dissentire: sul piano formale, perche’ esistono autorevoli opinioni in dottrina che sostengono esattamente il contrario; sul piano sostanziale, perche’ avanzare obiezioni mentre le Camere non hanno terminato l’esame di un decreto, e per di piu’ pensare di farlo in termini di costituzionalita’ o meno, e’ un’indebita interferenza: nei confronti del Parlamento, della Corte Costituzionale e del Capo dello Stato".


Nessun commento:
Posta un commento