
domenica 7 marzo 2010
venerdì 18 dicembre 2009
domenica 10 maggio 2009
AVANTI CON I RESPINGIMENTI

Ha ragione Berlusconi: non vogliamo un'Italia multietnica !!!!
Non vogliamo che i nostri valori, la nostra storia, le nostre tradizioni vengano diluiti, dissolti e sopraffatti delle numerose culture che stanno invadendo il nostro paese.
Piena solidarietà con chi si trova in difficoltà in mare, diamogli assistenza mai poi ben vengano i respingimenti. Magari istituiamo un ufficio in Libia per verificare se chi viene respinto ha titoli per rivendicare il suo diritto di asilo, ma chi non lo ha DEVE PASSARE ASSOLUTAMENTE tra le maglie della legge Bossi/Fini.
Sono anch'io figlio di emigrato. Mio padre, nell'immediato dopoguerra, per non morire di fame nelle campagne del povero Abruzzo decise di cercare lavoro all'estero.
In quegli anni vi era una forte richiesta di forza lavoro proveniente da Belgio.
Mio padre per poter emigrare dovette sottporsi a tutta una serie di visite mediche che, badate bene, lo stato belga venne a fare in Italia: per poter lasciare il territorio italiano e quindi recarsi in Belgio, mio padre dovette andare a Milano per sottoporsi a queste visite.
Alcuni suoi compagni furono respinti, ma lui fu accettato. Chi veniva respinto non poteva superare i controlli di dogana (che allora esistevano ancora).
Dopo tutto ciò però, quando mio padre arrivò in Belgio, gli venne subito (cioè il GIORNO DOPO IL SUO ARRIVO) assegnato un alloggio e la mattina seguente potè recarsi al lavoro.
Questa è vera solidarietà, solidarietà concreta: entra solo chi possiamo aiutare, ma chi entra è assistito al 110 %.
La finta solidarietà della sinistra vuol permettere a tutti di entrare perchè è un a solidarietà non fatta di concretezza, ma tutta ideologica: entrino tutti e poi vadano a rubare, a spacciare e a dormire sotto i ponti.
E' un vero peccato che queste posizioni vengono avvolte sostenute anche dalla gerarchia ecclesiastica.
domenica 12 aprile 2009
VIVA LA GENTE D'ABRUZZO !
Dal Messaggero 12/04/09
FIERO E ORGOGLIOSO DI ESSERE ANCH'IO ABRUZZESE !
giovedì 19 marzo 2009
UN INDAGATO CANDIDATO DELL'IDV !!!
Questa mattina ho visto De Magistris su la 7.
All' osservazione che un giornalista gli faceva e cioè che secondo il Credo dell'Italia dei Valori, gli inquisiti non possono presentarsi alle elezioni come candidati, l'ex magistrato ha detto che, per quante persone avevano toccato le sue inchieste, avrebbe passato i prossimi 20 o 30 anni della sua vita nelle aule guidiziarie, per difendersi dalle accuse di questi.
A me è sembrato un modo abbastanza berlusconiano di difendersi.
Viene da pensare che per l'IDV esistono inquisiti di serie A per i quali è valido il principio costituzionale della innocenza sino all'ultimo livello del giudizio (De Magistris ed altri amici di Tonino) e inquisiti di serie B ai quali si puo rovesciare addosso montagne di sterco anche se solo colpevoli di parcheggio in doppia fila.
Tutto ciò fa un pò schifo !!!
All' osservazione che un giornalista gli faceva e cioè che secondo il Credo dell'Italia dei Valori, gli inquisiti non possono presentarsi alle elezioni come candidati, l'ex magistrato ha detto che, per quante persone avevano toccato le sue inchieste, avrebbe passato i prossimi 20 o 30 anni della sua vita nelle aule guidiziarie, per difendersi dalle accuse di questi.
A me è sembrato un modo abbastanza berlusconiano di difendersi.
Viene da pensare che per l'IDV esistono inquisiti di serie A per i quali è valido il principio costituzionale della innocenza sino all'ultimo livello del giudizio (De Magistris ed altri amici di Tonino) e inquisiti di serie B ai quali si puo rovesciare addosso montagne di sterco anche se solo colpevoli di parcheggio in doppia fila.
Tutto ciò fa un pò schifo !!!
CHI DI SPADA FERISCE, DI SPADA PERISCE.

Il giudice De Magistris ha reso pubblica la sua candidatura alle elezioni europee mella lista dell'Italia dei Valori.
Alcune ore dopo questo annuncio si è saputo che lo stesso De Magistris è stato iscritto nel registro degli indagati a Roma per le ipotesi di reato di concorso in abuso d'ufficio e interruzione di pubblico servizio.
Ora sappiamo che Di Pietro ha combattuto con tutte le sue forze per non fare entrare in Parlamento coloro che avevano una sentenza passata in giudicato e coloro che erano in attesa di definire la loro posizione legale perchè sottoposti ad indagine.
Quindi mi aspetto che, a questo punto, salti la candidatura di De Magistris !!! (anche se per me merita quel beneficio della presunzione di innocenza di cui ha diritto anche Berlusconi ogni qual volta egli viene sottoposto ad indagine).
venerdì 27 febbraio 2009
PRIMO SONDAGGIO DEL DOPO VELTRONI
Affaritaliani.it pubblica in esclusiva il primo sondaggio dopo le dimissioni di Walter Veltroni da segretario del Partito Democratico.
Nelle intenzioni di voto - secondo la rilevazione Crespi Ricerche - il Pd perde il 4,5% in un mese e precipita al 21,8. Balzo al 42% (+2,5) del Popolo della Libertà. Crescono anche l'Italia dei Valori (dal 6 all'8%) e l'Udc (dal 5,5 al 6,2%). La fiducia in Silvio Berlusconi vola al 61% (+5 rispetto a gennaio) e scavalca Giorgio Napolitano, in calo di tre punti al 55%. Renato Brunetta è il ministro più amato con il 58% (+3), seguito da Roberto Maroni con il 56% (+1).
Fonte Crespi Ricerche - Sondaggio telefonico con metodologia C.A.T.I. realizzato su un campione di 1.000 casi rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne tra il 19 e 20 febbraio 2009.
Fonte Crespi Ricerche - Sondaggio telefonico con metodologia C.A.T.I. realizzato su un campione di 1.000 casi rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne tra il 19 e 20 febbraio 2009.
Forza compagni, continuate così....Vi ringraziamo anticipatamente !
giovedì 19 febbraio 2009
UNA LOBBY POTENTE
In Italia esiste " una «lobby» (di omosessuali) sempre più presente e importante che impone comportamenti, dibattiti, personaggi e interpreti nei vari appuntamenti di comunicazione, a sostegno non più di una libertà e di un diritto, sacrosanti, ma quasi di un dovere blindato e di una adesione totale a ciò che viene definito «diverso», in caso contrario scatta la condanna per razzismo, omofobia, ignoranza."
mercoledì 18 febbraio 2009
VIVA I NOSTRI "DISVALORI"
Oggi Veltroni durante la sua conferenza stampa ha dimostrato ancora una volta (se ancora ce n'era bisogno) di non aver capito perchè la sinistra non può più riscuotere la preferenza della maggioranza degli italiani.
Parlando di Berlusconi ha detto che bisogna combattere l'insieme dei DISVALORI che il nostro Presidente ha portato nella società italiana.
Questi signori non hanno ancora capito che Berlusconi vince perchè sa parlare ai suoi cittadini, parla un linguaggio chiaro, va al cuore dei problemi e da ad essi una sua soluzione.
La sinistra parolaia e autoreferenziale non sa dare soluzione ai problemi degli italiani, sa solo filosofeggiare sui grandi prinicipi senza mai arrivare ad alcunche.
Un uomo politico poi non dovrebbe offendere più della metà della popolazione italiana, anche perchè è ad esso che si deve rivolgere se vuol tornare ad essere maggioranza nel paese.
E' un pò difficile convincermi a votare per chi fino a ieri mi ha dato del cretino interessato ai DISVALORI di Berlusconi.
E quali sono questi disvalori ?
Il valore della vita ?
Il valore della competizione sociale ?
Il valore della italianità ?
Il valore della Patria ?
Di certo non hanno nulla a che vedere con i VALORI della sinistra:
Il valore della morte (eutanasia e aborto)
Il valore dell'egualitarismo
Il valore della finta solidarietà.
VIVA LA LIBERTA' DI POVIA DI CANTARE CIO' CHE VUOLE !!!

Questa sera a San Remo è successo qualcosa di molto grave che ha inficiato tutto il concorso canoro.
Non si era mai visto che una canzon venisse distrutta prima ancora di essere cantata, distrutta durante lo stesso festival e, addirittura, dopo l'esibizione del cantante che non può nemmeno essere intervistato dal presentatore, si è dato la possibilità ad un certo Grillini di commentare negativamente l'esibizione di Povia.
Nel nostro paese la LOBBY DEGLI OMOSESSUALI è ancora molto forte e si può addirittura permettere di fare ciò che non è mai stato consentito a nessuno di fare a San Remo.
Io mi auguro che la canzone di Povia (che tra l'altro è anche una bellissima canzone sia dal punto di vista del testo che dal punto di vista melodico) stravinca in modo da zittire definitivamente questa lobby che ritroviamo dappertutto.
Dopo le dimissioni di Veltroni, la vittoria di Povia sarebbe il massimo.
F O R Z A P O V I A ! ! ! ! ! ! ! !!
lunedì 12 gennaio 2009
lunedì 29 dicembre 2008
DUE PESI - DUE MISURE
Vi invito a leggere questo interessante articolo pubblicato sul Giornale del 27 dicembre scorso sulle differenze di trattamento subite dal figlio di Mastella e dal pargolo di Di Pietro.Tutti uguali, questi figli di papà. Ogni scarrafone è bello a babbo suo. Di questi tempi la cronaca giudiziaria ce ne ha fatti conoscere in particolare due, di rampolli, che sembrano fatti con lo stampo. Prendi Di Pietrino e Mastellino: due vite parallele, due biografie fotocopia, due curricula identici spiccicati, come no. Vogliamo scommettere? Vogliamo fare il confronto? E facciamolo.
Cominciamo dal carattere. Elio Mastella, 30 anni: ai tempi delle indagini sul padre da parte della procura di Santa Maria Capua Vetere, combatte in piazza, a Ceppaloni: «Mio padre non è un boss, spulciatemi pure». Cristiano Di Pietro, 35 anni: in questi giorni di accuse pure lui combatte, nel salotto di casa sua, a Montenero, davanti al capitone alla brace, giocando a tressette con gli amici suoi e del papà Antonio. Stessa tempra, stesse abitudini battagliere, dunque.
Elio Mastella va in tv e parla subito fuori dai denti, respinge le accuse al padre, e in un celebre video che ha sbancato Youtube zittisce l'inviato delle Iene Sortino: «Io sono ingegnere a 24 anni, tu lavori in tv e sei il figlio del commissario dell'Autorithy per le comunicazioni, di che vogliamo parlare?». Uguale natura Cristiano Di Pietro: oggi si limita a dire che «mi ha travolto una valanga», ma poi basta perché tanto a rilasciare dichiarazioni ci pensa il papà Antonio.
Già, tutti uguali, questi figli di papà.
A 19 anni Elio Mastella si diploma al liceo scientifico statale di Benevento. A 19 anni Cristiano Di Pietro di scientifico ha una cosa sola: la scelta della leva militare, trascorsa casualmente in polizia al tribunale di Milano, nella scorta del papà Antonio.
Arriviamo così ai 20 anni, quando Elio Mastella studia ingegneria all'università di Napoli, condivide un appartamento con cinque studenti a Fuorigrotta, 250mila lire a testa la rata d'affitto. A 20 anni Cristiano Di Pietro condivide il primo lavoro del papà Antonio, giura da poliziotto alla presenza di Saverio Borrelli e del papà Antonio, poi si stabilisce a Milano in un appartamento affittato dalla Cariplo al papà Antonio.
A questo punto ci pare chiaro che son tutti uguali, questi figli di papà. L'unica differenza, al massimo, è che Elio porta gli occhiali, e Cristiano no. Ma per il resto, stessa storia, stessi percorsi, davvero due carriere indistinguibili.
A 22 anni Elio Mastella prepara la tesi ingegneristica a Bruxelles, e concepisce un logaritmo per controllare i sottotitoli dei film. A 22 anni Cristiano Di Pietro concepisce il diploma da privatista all'istituto tecnico di Pratola Peligna, voto 39 su 60, prova finale a porte chiuse per motivi di sicurezza, d'altronde è il figlio del papà Antonio.
Potremmo continuare all'infinito: due vite equivalenti in tutto e per tutto.
Ma proseguiamo: a 25 anni Elio Mastella si laurea in Ingegneria Elettronica a Napoli con il massimo dei voti. A 25 anni Cristiano Di Pietro si sposa con il massimo del giubilo, in presenza del questore di Bergamo e del papà Antonio, con annessa festa nella masseria del papà Antonio, non lontano dall'attico di 173 metri quadri dove andrà ad abitare, ovviamente un regalo del papà Antonio.
E ancora. A 26 anni Elio Mastella fa il pendolare, lavora nell'azienda Selex, e percorre ogni giorno 48 chilometri. A 26 anni Cristiano Di Pietro percorre invece la strada verso casa, perché pur essendo poliziotto di prima nomina, viene magicamente trasferito in un baleno dalla Lombardia a Vasto, a due passi da papà Antonio. 
Tutti uguali, questi figli di papà.

Tutti uguali, questi figli di papà.
Oggi Elio Mastella lavora in una grande impresa, stipendio 1.800 euro al mese, inquadrato come dipendente nel settimo livello. Mentre Cristiano Di Pietro oggi è inquadrato come consigliere comunale nel paese di papà Antonio, consigliere provinciale nella provincia di papà Antonio, iscritto al partito di papà Antonio, ha saputo coltivare ottimi rapporti con l'ex ministro dei Lavori pubblici, cioè il papà Antonio.Tutto questo per dire che, almeno stavolta, i luoghi comuni sono azzeccati: è vero, è la solita razza, i soliti privilegiati, sono tutti uguali, questi figli di papà.
Se poi il papà si chiama Antonio, diventano persino più uguali degli altri.
lunedì 1 dicembre 2008
DIFENDONO L'INDIFENDIBILE !!!!! (e corrono in difesa del Kompagno Murdoch)
Pur di attaccare Berlusconi... si è disposti davvero a tutto. Anche a regalare il 10% dell'Iva sugli abbonamenti pay-tv al signor Murdoch. E allora via alle danze: i dubbi e le critiche spuntano come i funghi dopo una nottata di pioggia. Peccato che non serva un filosofo per capire che dietro a questa critica benaltrista e rosicona c'è il sovvertimento di un sillogismo primario. Aristotele ci avrebbe messo un secondo a spiegare la dinamica per cui il governo ha preso una decisione ineccepibile: tutte le società pagano il 20% di Iva, Sky è una società, Sky paga il 20% di Iva.
Ed ecco a voi la logica. Ma quando si tratta del premier, ai media piace sovvertire anche ciò che per sua natura è insovvertibile. E come chi si ostina a sostenere che due più due fa 5, l'opinione pubblica si scatena contro il governo. La realtà? Uso strumentale della notizia. Un fantastico esempio di case study con effetti antiberlusconiani.
Ed ecco a voi la logica. Ma quando si tratta del premier, ai media piace sovvertire anche ciò che per sua natura è insovvertibile. E come chi si ostina a sostenere che due più due fa 5, l'opinione pubblica si scatena contro il governo. La realtà? Uso strumentale della notizia. Un fantastico esempio di case study con effetti antiberlusconiani.
Questa volta il provvedimento governativo è sinistroide e si basa sul principio del tutti o nessuno. Una mossa democratica volta all'abbattimento di uno strano privilegio che ha avuto senso finché si trattava di un incentivo temporaneo a SkyItalia. Lo scioglimento di una fastidiosa aporia: perché a lui e non a tutti allora l'Iva al 10%? Obiezione accolta, per esempio, quella di Univideo, l'associazione degli editori di dvd, che chiede "Iva al 10% anche per noi!".
E ancora una volta la politica si rende inspiegabile. Una tendenza mediatica isterico-paranoica travolge e uccide l'onestà intellettuale della vox populi. Come con l'ultimo attacco alla Gelmini, additata per aver smascherato la "mafia" dei testi scolastici che ogni anno ruba alle famiglie interi stipendi.
Da http://www.affaritaliani.it/
E ancora una volta la politica si rende inspiegabile. Una tendenza mediatica isterico-paranoica travolge e uccide l'onestà intellettuale della vox populi. Come con l'ultimo attacco alla Gelmini, additata per aver smascherato la "mafia" dei testi scolastici che ogni anno ruba alle famiglie interi stipendi.
Da http://www.affaritaliani.it/
venerdì 21 novembre 2008
LA DURA REALTA'
Caro Walter, io me ne vadoCaro Walter, ti scrivo perché ho deciso di dimettermi dalla Direzione nazionale del Partito democratico. Una scelta non facile che nasce dall’esperienza di quest’ultimo anno e dai dubbi crescenti sulla capacità del Pd di proporsi come forza riformista e innovativa, come aveva annunciato di voler fare un anno fa.
Il Pd aveva un’obiettivo ambizioso al quale avevo aderito con entusiasmo e che ora faccio fatica a riconoscere in questo partito, in numerosi ambiti. Dalle posizioni ambigue su importanti temi etici e valoriali, alla gestione di processi politici locali e nazionali, ma soprattutto alle posizioni in quegli ambiti più cruciali per la crescita del Paese: istruzione, ricerca e innovazione. Era su questi temi che coltivavo le aspettative maggiori verso il Pd. Ero stata molto delusa dalle politiche del Governo Prodi, ma speravo che con il Pd si aprisse una stagione nuova, fatta di elaborazione di idee e proposte significative. Di fronte alle posizioni del Pd su questi fronti non posso che essere sconcertata. Non ho visto nessuna proposta incisiva, se non “andare contro” la Gelmini. Peraltro tra tutti gli argomenti che si potevano scegliere per incalzare il ministro sono stati scelti i più scontati e deboli. Il mantenimento dei maestri, le proteste contro i tagli, la retorica del precariato, tutte cose che perpetuano l’immagine della scuola come strumento occupazionale. È questa la linea nuova e riformista del Pd? Cavalcare l’Onda non basta. Serve una proposta davvero nuova, che ribalti le attuali logiche di funzionamento della scuola anziché difenderle. Ma non ho visto niente di tutto questo.La mia delusione è tanto più forte quando penso alla propaganda fatta un anno fa riguardo all’apertura a idee nuove, quando penso alle molte persone provenienti da ambiti professionali qualificati che si erano avvicinate al progetto del Pd e che avrebbero potuto portare un contributo in termini di idee e innovazione. Che fine hanno fatto queste persone? Quali nuove modalità di coinvolgimento e ricambio ha creato il Partito? Io stessa, che ero stata contattata (così mi era stato detto) per le mie competenze “tecniche”, in un anno di vita del Pd non sono stata consultata mai nemmeno per un parere. Questa emarginazione non ha certo offeso né me né, credo, le altre persone già molto impegnate fuori dalla politica. Mi chiedo però come mai, un anno fa, ci era stata chiesta una collaborazione con tanto apparente entusiasmo quando evidentemente di questa collaborazione non c’era bisogno. Mi chiedo se era necessario fare tanto rumore sul ricambio generazionale quando basta guardare chi sta ancora in cabina di regia per capire che, in fondo, non è cambiato niente.Inneggiare al cambiamento, all’idea di una società e di una politica nuove serve a poco se manca il coraggio di intraprendere fino in fondo le azioni necessarie a realizzare queste idee. Sartre diceva che noi siamo quello che facciamo. Sono le nostre azioni che ci definiscono, stare a discutere su ciò che ci piacerebbe essere serve a poco: la gente ci giudicherà per quello che abbiamo fatto. E di quello porteremo la responsabilità. Per quanto mi riguarda non voglio portare la responsabilità delle scelte che sta facendo questo partito che in larga parte non condivido e sulle quali non ho avuto e non ho possibilità di incidere in alcun modo. Per questo ho deciso di dimettermi.
Irene Tinagli
Irene Tinagli insegna alla Carnegie Mellon University di Pittsburgh. Allieva di Richard Florida, è esperta di politiche pubbliche per l'innovazione, la creatività e lo sviluppo economico. Lavora come consulente per il Dipartimento Affari Economici e Sociali dell'Onu e per la Commissione europea. Il suo ultimo libro è “Talento da svendere” (Einaudi 2008).
Dal sito www.ilriformista.it
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